Archivio per Giugno 2008

Silenzio

Giugno 27, 2008

In fuga da labbra silenziose e occhi urlanti. Non ho risposte da darti né domande da porti e il mio silenzio imbarazzato, sommato al tuo dolorante è troppo spaventoso per restare. Sarà stato giusto rispettare il tuo silenzio o avrei dovuto cercare di farti parlare? Non lo so, ma ho scelto la prima soluzione perché è quella che mi assomiglia di più. Il tuo dolore ha sempre questa capacità di afferrarmi l’anima e chiudermi la gola. Vorrei essere capace di strapparti un sorriso. Scusami se non ci riesco. 

Pari opportunità a chi??

Giugno 27, 2008

“Non c’è nessuna ragione per la quale lo Stato debba riconoscere le coppie omosessuali, visto che costituzionalmente sono sterili” , (Crudelia Carfagna cita Francesco D’agostino)

“che per volersi bene il requisito fondamentale è poter procreare”, (Ancora citazione di D’agostino)

“Il patrocinio al Gay Pride? Non sono orientata a darlo. Non servono i Gay Pride”,

 ”l’omosessualità non è più un problema, perlomeno così come ce lo vorrebbero far credere gli organizzatori di queste manifestazioni. Sono sepolti i tempi in cui gli omosessuali venivano dichiarati malati di mente. Oggi l’integrazione nella società esiste. Sono pronta a ricredermi. Ma qualcuno me lo deve dimostrare.”

“Se c’e’ la volonta’ di discutere per combattere le discriminazioni ed evitare le disparita’, il ministero per le Pari Opportunita’ e’ pronto a trovare soluzioni immediate, ma se qualcuno intende minare all’unicita’ della famiglia, o dettare l’agenda politica del ministero non potra’ che trovare porte chiuse.”

“La famiglia per noi rappresenta le fondamenta della nostra società e anche se i «Dico» appaiono una mediazione di basso profilo il pericolo di crollo è grande. La società italiana così come si è stratificata anche grazie al ruolo della Chiesa è la nostra casa e non vogliamo infiltrazioni nelle nostra fondamenta. “

“non esiste alcuna ragione per cui uno Stato debba garantire a due omosessuali di essere riconosciuti come coppia”

Non ho parole per commentare, solo parecchio disgusto. Tanto queste cazzate si commentano da sole. Però una piccola curiosità l’avrei. Quando la ministra incontra qualcuno che le piace, gli chiede di fare un esame di fertilità come requisito fondamentale per poi starci insieme o innamorarsene? Se fossi cattiva, se davvero fossi cattiva, le augurerei di diventare sterile. Quello che di sicuro non le auguro è di avere figli gay, sarebbe una sfortuna troppo grande per loro avere una madre del genere.

E mi raccomando, gay e lesbiche italiani, cerchiamo di essere più sobri, ce lo chiede la Carfagna

Comunque brava, mi hai quasi fatto venire voglia di partecipare al Gay Pride!

 

Gattuso, l’omofobia e l’utopia

Giugno 26, 2008

Il problema secondo me non è che quell’ignorante di Gattuso abbia opinioni omofobe. Quel che forse è difficile da comprendere è che una domanda del genere (cosa ne pensa del matrimonio omosessuale) non sarebbe dovuta esistere. Soprattutto non per fare notizia. Perché il pensiero altrui sulla questione omosessuale non dovrebbe contare nulla. Gattuso e quelli come lui dovrebbero pensare ai cazzi loro, a ciò che li riguarda. La questione omosessuale riguarda solo noi omosessuali. Se ci vogliamo sposare o meno non crea problemi né toglie libertà a nessuno. Posso capire che l’adozione sia un problema ben diverso e molto più complesso, ma il matrimonio riiguarda le due persone che si sposano. Nessun altro. E solo a loro si dovrebbe poter chiedere se siano o meno d’accordo a sposarsi. E ovviamente parlo del contratto, non del sacramento. La Chiesa cattolica è libera di avere le sue regole ipocrite, ma io vivo in uno stato che dovrebbe essere laico. E che dovrebbe tutelare e garantire diritti civili ai cittadini a prescindere dal loro orientamento spirituale e religioso.

A volte vivo di utopia.

Rino, un consiglio, pensa a giocà a pallone e statti zitto, che non ce ne fotte proprio di quello che ti scandalizza. Scandalizzati piuttosto per la pessima qualità del calcio italiano.

Si torna a casa

Giugno 23, 2008

Io non c’ho dormito la notte, figuriamoci lui…Eppure pensavo di aver smesso di soffrire per il pallone. Invece a quanto pare almeno l’Italia riesce ancora a farmi stare male. L’unica cosa che mi ha fatto ridere ieri sera è stata vedere come dei normali razionali cittadini del ventunesimo secolo riescano a tirar fuori un cumulo di superstizioni idiote. Della serie “non mi sono messo la maglietta portafortuna”, “non sono seduto allo stesso posto dell’altra partita” o “che ci fa quella qui? contro la Francia non c’era! Non è che porta male??” C’è chi si fuma l’ultima sigaretta in un minuto specifico, chi fa fioretti in cambio di gol. Il calcio è anche questo… In fondo siamo solo profondamente umani…

Momento Nostalgia

Uno strano tipo

Giugno 20, 2008

Stasera con grande divertimento mi sono “ritrovata” in uno dei miei personaggi. Credo che ognuno di noi si crei dei personaggi che tira fuori a seconda delle situazioni in cui si trova. Più o meno consapevolmente. Quello di stasera era un personaggio del mio io maschile. Magrolino, spalle strette e alte, vestiti stretti al corpo, mani in tasca, ma solo metà mano, testa un po’ bassa, sguardo dritto e lievemente torvo, ritmo sostenuto della camminata. Mi è venuto da ridere, ho provato tenerezza per questo strano atteggiamento partorito dalla mia mente e ho tirato fuori un personaggio più tranquillo. Mi piace vedermi, essere capace di conoscermi e riconoscermi. Non amo mentire e soprattutto non amo mentire a me stessa. Vorrei conoscere tutto di me, dei miei meccanismi interiori, le strategie di difesa, i vortici del mio cervello, le emozioni nascoste, quelle che fino a pochi anni fa censuravo a tutta forza, nel tentativo di scolpire e limare una me che avrei voluto perfetta, ma che era solo un artificio. Che poi quando ti vedi davvero ti spaventi di avere dentro tanta rabbia, tanti rimorsi, intolleranze, ansia, paura. Ma scopri i tuoi limiti e puoi finalmente imparare a rispettarti, a lavorare su di te, vedi la verità del bello e del buono che ci sono davvero. Vedi la tua verità. Punto. E ne vale sempre la pena.

Se se se

Giugno 20, 2008

Ieri pensavo a te. Non solo ieri. E’ che in questo periodo dell’anno ti penso spesso. Forse perché è stato il periodo più intenso della nostra storia. In questi quattro anni non ho mai smesso di pensare a te a dire il vero. Anche se col tempo mi sono innamorata di nuovo. Anche se oggi sono felice con un’altra. Anche se sono attratta da un’altra ragazza ancora. Tu sei stata la prima. Con te ho vissuto il paradiso e l’inferno. Ero ancora capace di vivere intensamente. Il ricordo della mia innocenza di allora mi sconvolge, hai portato via con te tutte le stelle. Chissà se lo sapevi di essere una bugiarda e una vigliacca, chissà quando l’hai capito e se l’hai capito mai. O se ancora oggi ti credi una povera vittima incompresa. Chissà se mi pensi e cosa pensi di me, di noi. Chissà se mi ami ancora come io amo te in quella parte nascosta di me che si è cristallizzata nel tuo ricordo. Chissà se mi odi come ti odio io. E se mi hai odiato quando sono partita lasciandoti con lui. Cosa sarebbe successo se non fossi partita? Se avessi lottato per te. Se ti avessi portato via. Se non fossi stata così remissiva. Se non fossi stata così timida. Se il dolore non mi avesse paralizzato. Se, se, se. Ci sono giorni così, che mi faccio mille domande su di noi, sulle possibilità di un destino diverso. Questi giochini mentali mi stancano e mi rendono triste. Eppure non riesco ad evitarli. In realtà non tornerei mai indietro, col tempo ho capito che perderti è stata una grande fortuna, che mi sono salvata. Probabile che anche tu ti sia salvata. Tutto questo mi fa male. Sei rimasta dentro me come una cicatrice sull’anima. A volte mi sembra di sanguinare ancora.

Giugno 19, 2008

I’ll try

Giugno 17, 2008

“Lasciami essere stupido oggi, perché la stupidità è tutto ciò che possiedo da donare stamane”.

Libertà di essere, libertà di esprimere. Libertà di mostrare o non mostrare. Libertà di scrivere di verità parziali della mia vita. Libertà di lasciar esistere parti di me, tristi, stupide, o comunque siano. Senza farmi i troppi problemi che mi faccio nella vita reale. Quella in cui ho detto addio a una libertà che è troppo scomoda, troppo faticosa. Quella libertà che tanto ho amato da ragazzina e alla quale penso sempre con nostalgia, ma della quale non saprei bene cosa fare. Libertà di crearmi un personaggio, uno dei tanti che ognuno di noi si crea. Con la libertà poi di distruggerlo ogni volta che voglio. Perché la vita non è mai immobile, ti cambia e ti chiede di cambiare di continuo. Ci riprovo. Da qui.