Ero sullo scaletto stasera, cercavo una cosa, ero assorta nei miei pensieri e all’improvviso un pensiero strano, tristemente doloroso, inaspettato. “Le persone come me finiscono per suicidarsi”. E’ vero che la morte è da sempre mia “compagna di vita”, mio dolce rifugio, intimo desiderio, ma quella autoinflitta era ormai un ricordo lontano. Ritrovare questo pensiero nel labirinto del mio cervello mi ha sconvolto e mi sono resa conto che mi sento davvero sola, nonostante una ragazza che mi ama e che amo, la famiglia, gli amici. A volte mi sembra che mi sto allontanando da tutto e tutti, terra bruciata intono a me. Sono stanca, stanca sul serio. Ho passato la mia vita a controllare tutto, ogni movimento dell’anima, ogni emozione, ogni pasto, ogni gesto, ogni parola, a volte in modi assolutamente distorti e malati; mi accorgo che basta poco, troppo poco, per perdere la testa e se stessi. Me stessa. E questo mi spaventa. E sempre in tema di ritorni ad un passato di depressione, oggi ho sentito forte l’impulso all’autolesionismo. Sempre per una questione di controllo. Quello che sta succedendo nella mia vita mi procura così tanto dolore da farmi impazzire. E il dolore non lo so incanalare, gestire. Tutto ciò che so fare è farmi più male per avere la certezza di un dolore che posso vedere, controllare, gestire, e del quale conosco l’origine, l’artefice. Io.
Archivio per Luglio 2008
Going down
Luglio 24, 2008Troppe donne nella mia testa
Luglio 9, 2008Davvero troppa folla.
Il fantasma più temibile del mio passato che è tornato all’improvviso, riportandomi a un silenzio imbarazzato dal quale credevo di essermi liberata. Lei che è stata il mio paradiso e il mio inferno personale. Soprattutto l’inferno. E seppure io non provi più odio e forse neanche amore, mi fa ancora tremare le labbra e i pensieri.
V., per la quale ancora non ho trovato un nome, dato che quello perfetto per lei non posso usarlo in questo blog. Per lei cambio strada nella speranza di incrociarla, salvo poi abbassare lo sguardo e accelerare più che posso appena arrivo in piazza, maledicendo la mia stupidità e ancora una volta il mio imbarazzo, per quanto diverso dall’altro. Incontrarla è stato come strofinare la vita sulle mie ossa, quando pensavo di essere morta dentro per sempre.
Infine C. e la magia della sua pelle che non mi basta mai, l’unica che posso accarezzare delle tre, l’unica che voglio davvero. Il mio riparo dal mondo, il mio sorriso, la mia àncora su questa terra.
Troppe emozioni, troppi pensieri che si disperdono senza un principio né una fine. Senza una meta, né una qualsiasi direzione.
N., questa te la dedico…ma anche no…
Luglio 4, 2008
Quanto tempo e ancora…
Luglio 4, 2008Strano incrociare il tuo sguardo, averti a pochi respiri dal mio viso, dopo tutti questi anni. Con le parole che mi tremavano sulle labbra, le mani in faccia per cercare di controllarmi, nascondermi. Un incontro inaspettato, eppure ero certa che sarebbe successo. Proprio stasera. Ma finché non succede non è vero, no? E così, ancora una volta i miei occhi nei tuoi, ancora una volta la tua voce, la tua pelle. Ancora una volta il tuo profumo, così sconosciuto, così mio, così fastidioso, dolce e struggente. Sei sempre bella, anche se non mi piaci granché. Per giorni sei stata l’ospite indesiderata e voluta dei miei pensieri. L’oggetto del mio rancore, del mio affetto, dei miei sensi di colpa, della mia volubilità. Sono stata felice di vederti finalmente più padrona della tua vita. Questa l’unica certezza dentro me. Oltre alla consapevolezza di non odiarti, non se ti ho davanti. Per il resto un alternarsi di luce e buio, ombre cinesi confuse e distorte. Mai come stasera ho avuto la precisa percezione che non ci apparteniamo più; il cordone ombelicale è stato reciso. Eppure sei stata dentro di me e sono stata dentro di te. Quando ci siamo separate ho sentito lacerarsi l’anima ed esplodere la mente. Come se mi avessero staccato la mia stessa pelle. Scuoiata di te, nuda, indifesa, folle. No, non ci apparteniamo più. Sarai mia tutta la vita. Sarò tua tutta la vita.